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2004
Firenze,  Galleria della Comunità Ebraica di Firenze "Arte e Ebraismo"

 

Fred Charap Firenze,  Galleria della Comunità Ebraica di Firenze "Arte e Ebraismo"

"...Prima di parlare del muro come metafora, vorrei fare una piccola premessa. Oggi c'e, secondo me, un'ossessione nei riguardi della storia. Ogni gruppo etnico o nazionale ha paura di perdere la propria identità, per colpa della globalizzazione e pertanto sono impegnati nella ricostruzione della loro identità storica.

Infatti, le ricerche della Columbia University e dell’Onu dicono che oggi quasi 2000 lingue locali stanno per sparire. Fra di loro c'e 1'Yiddish, per secoli la lingua della strada nel mondo ashkenazita e anche la lingua di una grande letteratura. Alcuni gruppi sono ossessionati dalla storia più di altri. Noi ebrei siamo fra questi. Abbiamo avuto sempre un grande interesse per la storia, per motivi teologici e anche perché siamo in pochi ed abbiamo vissuto nei paesi degli altri come minoranza.

Comunque, a mio avviso, gli ebrei, dalla meta dell'800, hanno subito diversi terremoti culturali e sociologici. Dopo ogni grande cambiamento, c'e sempre il desiderio di spiegarne il perché. Per esempio, dopo I'espulsione dalla Spagna in 1492, gli ebrei avevano cercato la spiegazione per il Male nel mondo, che, secondo Gershom Scholem, e culminata nella Kabbala di Isaac ben Luria. Questi, dunque, in breve, i "terremoti" subiti dal mondo ebraico dalla meta dell'800:

1) Lo sviluppo di diverse forme del Ebraismo: Ortodosso e Riformato che hanno una diversa relazione con le Mitzvot.

2) L' America come la terra di opportunita sociale ed economica.
Nel mio caso, i miei genitori arrivarono negli anni '20 dalla Russia, poveri e non istruiti, ma nonostante tutto io ho frequentato la Facoltà di Legge alla Yak University, e mio fratello e un professore di Fisica.
So che questo tipo di "avanzamento” fra generazioni si verificò anche in certe parti dell'Europa, ma I 'avvento del nazismo e del fascismo cambio tutto.

3) La Shoah

4) La fondazione dello Stato di Israele e il ritorno.

Condivido con il mio popolo questa ossessione per la storia. Ho cercato simboli e metafore che possano, per me e per altri ebrei, rappresentare questo "concetto".

Fred Charap Firenze,  Galleria della Comunità Ebraica di Firenze "Arte e Ebraismo"

Ho scelto il MURO.
II MURO, empiricamente, ha una fortissima valenza simbolica per il mondo ebraico; basta pensare al Muro del Pianto, ma anche al muro del Ghetto di Varsavia. Ogni anno migliaia di ebrei e non, vanno a Varsavia a vedere i resti – solo frammenti - di questo muro.

E ora c'e un nuovo muro, il muro in Eretz Israel. Non so come chiamarlo: "muro di separazione", "muro di difesa". Non so prevedere che posizione questo muro avrà nelle immagini collettive di ebrei e non-ebrei. E troppo presto per dirlo.
Secondo me, sarà un "muro" molto importante nella storia ebraica, una significativa metafora di un periodo storico. Esistono, pero, muri fatti non di mattoni e terra. Risulta chiaro come esistano muri all'interno della Comunità ebraica che, allo stesso tempo, sono la conseguenza e la causa della storia stessa.
Vi e ovviamente anche una componente psicologica: ci sono muri all'interno di ognuno di noi. Ogni simbolo e pertanto fonte di identità.

II simbolo parla di noi agli altri ed aiuta gli altri a capirci.
Da un altro punto di vista, la storia si scriverà sul MURO, come su un foglio.
Ho cercato di unire questi due concetti. In questi quadri e possibile vedere la cultura ebraica come cosa vivente: alcuni quadri fanno pensare ad un albero, con radici e rami, ad un corpo umano, con vene ed arterie, come se si trattasse dell'autoritratto della nostra STORIA. Troviamo, altresì, in certi altri tracce che suggeriscono lettere e parole, libri. Però non si vedono parole o lettere, perché un quadro deve agire con tracce e in modo indiretto. Certe cose sono impossibile da dire. Questo e il ruolo dell' arte. Forse la spiegazione e che non esiste una spiegazione. O e al di sopra della nostra capacita di capire.

Dio le ragioni di Dio non sono comprensibili. L'arte e un tentativo di descrivere questa incomprensibilità. Dunque l'arte non vuole e non può sostituirsi a Dio in nessun senso idolatra. E’, invece, l’espressione dello stesso mistero".

Fred Charap Firenze,  Galleria della Comunità Ebraica di Firenze "Arte e Ebraismo"


 

 
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