Biografia Le opere Mostre links Contatta
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Mostre
2008
Milano,
Galleria Vittorio Emanuele II, Libreria Bocca
 
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Le opere di Fred Charap riflettono sulla tela la sua più recondita personalità e inverano sentimenti altrimenti inesprimibili, frutto di un percorso che punta verso il tentativo di non vanificare secoli del cammino di un uomo, prima ancora che di un popolo, quello ebraico, alla costante ricerca di una vera identità. Per Fred, infatti, il supporto pittorico è lo spazio visivo dell’anima, un luogo dove depositare, consciamente o inconsciamente, tutti gli impulsi: dolori, gioie, attese e silenzi che divengono robusti rami dalle radici sempre più profonde e ormai difficili da estirpare. Un muro, quindi, inteso come ostacolo o, ancora meglio, come specchio sul quale proiettare il film della propria vita. Per Fred la tela è il luogo del fare ‘deserto’, dove ritrovare se stesso, alleggerirsi di inutili fardelli, depositandoli con pazienza. La pittura è per Charap un lungo lavoro di tékhne dove si riconosce bisognoso dell’unico insegnamento e della sola guida: la Torah. Nella produzione visibile in questa mostra gli strati materici si ammantano di cromie pastose e calde, atte a formare un gioco intenso di pieni e vuoti repentini e armonici, senza mai lasciare nulla al caso, in particolare negli effetti equilibrati e controllati delle applicazioni quasi del tutto monocrome. Il suo linguaggio pittorico è l’espressione di lenticolari stratificazioni che si sedimentano manifestando una storia aggrovigliata dall’impronta indelebile. Per Fred, così come avviene per tutti gli ebrei, il tempo non cancella quell’eterno fil rouge di continuità con la Storia, maestra di vita, abile testimone imprescindibile che ora attraverso l’antro speculativo della pittura rivive sotto una veste simbolica, forse anche dai significati oggettivi oscuri, ma che non tange le forme del figurativo e rimane velatamente personalissima. I dipinti di Fred invitano a riconoscere il proprio cammino, la propria realtà interiore così come per gli informali. Figlio di una cultura plurisegnica e dalle diverse origini antropologiche, Fred sviscera nel suo fare arte gli idiomi delle sue origini russe, di genitori ebrei emigranti e americano di nascita. A questo punto ...da ultimo, in quei fili sottili e a rilievo che invitano gli occhi dello spettatore a farsi seguire nel loro percorso è nascosta l’essenza dell’arte di Fred Charap che è poi anche l’anelito continuo e il desiderio perenne di un uomo ebreo: la mia vita in terra straniera ha percorso vie e sentieri tortuosi, direbbe l’artista, oltre quel muro, oltre l’eternità, che cosa c’è?

A ciascuno la sua risposta!

Antonio D’Amico

 

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